O Rubem

Rubem Fonseca è un noto scrittore brasiliano, una specie di Camilleri tropicale, ma forse addirittura più geniale. Dagli anni ’90 nessuno pubblica più i suoi lavori in Italia. Negli anni ’60 fonda lo stile “brutalista”, uno stile essenziale ed asciutto che scuote e affascina. Fonseca è carioca, ha fatto parte della polizia di Rio prima di dedicarsi alla scrittura ed alla sceneggiatura televisiva e cinematografica. Ora ha quasi 90 anni. Per avere un quadro meno “afavelato” del brasile sarebbe importante avere la possibilità di leggere le sue opere, non tutte riuscite, ma imprescindibili.  Invece o Rubem in Italia è beatamente, o beotamente se volete, ignorato.

Perchè, per chi?

Letterature dei paesi latinoamericani, ed anche società e cultura. Perchè quasi nessuno in Europa se ne occupa, si avverte un’assenza imbarazzante.

Finito il fascino delle rivoluzioni, del chiosco sulla spiaggia e del real maravilloso, l’America (Latina) è tornata agli Americani, come recita la dottrina Monroe, persino da un punto di vista culturale. Le notizie che arrivano sono poche, spesso deformate e frammentarie; di nuovo quell’immenso spazio è tornato ad essere considerato “vuoto” dai nostri media, così come appariva alla visuale deformata dei primi conquistadores.

Allora per quei pochi che se ne interessano ancora, uno sguardo personale, un commento da chi ha speso un po’ della sua vita studiando questo mondo.