Se a qualche studente-ricercatore pungesse vaghezza…

Un Instituto Ibero-Americano (IAI) a Berlino. Le fondamenta  ideali vengono poste ancor prima della Grande Guerra, quando il Ministero dell’Educazione Prussiano decise di fondare a Berlino un istituto per tedeschi, che già in tanti avevano colonizzato l’America Latina, e latinoamericani; ma l’Istituto vede effettivamente la luce nel 1930. Grazie alla donazione dell’erudito argentino Ernesto Quesada di 82.000 volumi, a condizione che fossero usati per la creazione di una nuova istituzione incaricata di coltivare relazioni interculturali fra intellettuali tedeschi e Latinoamericani, nacque un modello di istituto basato su tre filoni: información, investigación, intercambio cultural, ancora oggi vigente. Alla Biblioteca Quesada si aggiunsero via via altri importanti fondi ed attualmente si considera la più importante Biblioteca di ambito latinoamericano d’Europa. Io non l’ho mai visitata, perchè coltivo il sogno segreto di esservi invitata con tutti gli onori in un giorno non troppo lontano…

Lo IAI era ed è inoltre suddiviso per aree geografiche, con l’obiettivo di “ilustrar sobre los rasgos distintivos de los países ibero-americanos”  e la “erradicación de falsas ideas“, cosa che mi sembra particolarmente stimabile nel contesto sociale della Berlino degli anni ’30. Nel 1934 il generale Wilhelm Faupel, del partito nazionalsocialista (NSDAP), fu nominato direttore dello IAI sottoponendolo al controllo del regime, creando comunque una stretta rete di relazioni con l’America Latina e la Penisola iberica. Alla fine della guerra, in seguito ai bombardamenti, andarono perduti circa 40.000 volumi. Il Ministero della Difesa statunitense era al corrente dell’attività propagandistica dell’Istituto e si propose in un primo momento di scioglierlo, ma per fortuna sopravvisse come “Biblioteca Latinoamericana” sotto la competenza del comune di Berlino. Solo nel 1962 riacquistò il suo nome e le sue funzioni. Attualmente, dopo altre vicissitudini, si trova in Potsdamer Straße 37 (Tiergarten), vicino alla Biblioteca statale di Berlino. L’Istituto eroga Borse di Studio, promuove viaggi e scambi per ricercatori, eventi culturali e pubblicazioni. Insomma sembra un sogno, se solo avessi studiato il tedesco al momento giusto…

http://www.iai.spk-berlin.de/

http://movilidad.universiablogs.net/tag/investigacion/page/2

2 thoughts on “Se a qualche studente-ricercatore pungesse vaghezza…

  1. Questo post l’hai messo pensando all’imminente chiusura dell’IILA? Martedi scorso si è tenuto l’ultimo incontro nella Sala degli Specchi e della biblioteca non si conosce ancora il destino… Forse, effettivamente, era meglio se studiavamo il tedesco, ma SOLO il tedesco. Bacicara!

  2. Già, anche! Non ho mai pensato che fosse un modello di efficienza, ma denigrare così un fondo tanto raro mi sembra una pazzia cieca. La cosa che mi da più fastidio è che, essendo a livello gestionale parte integrante della Farnesina, non hanno avuto nemmeno il momento di gloria e di lotta che gli altri istituti “inutili” si sono presi a tempo debito sui media nazionali (leggi Anno Zero e via dicendo) potendo almeno dire la loro sulle scelte del governo. Destino beffardo e patetico!

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