Come avrei cercato di salvare l’IILA

A) Avrei messo una petizione on line chiedendo ai soci AISPI, AIB e all’Associazione ispanoamericanisti di firmare in massa

B) Avrei cercato di trasformare almeno la Biblioteca ed i suoi annessi in Fondazione

C) Avrei assunto, anche facendo una colletta tra studiosi, un consulente per attivare un fund raising con tutti i crismi

D) Avrei nel frattempo attivato una intensa collaborazione con L’Istituto Berlinese IAI per avviare un serio Benchmarking fra istituti ecapire cosa andava e cosa no ed in generale su cosa puntare per il futuro

E) Avrei diffuso capillarmente un Comunicato stampa semplice, efficace ed aggressivo, snocciolando cifre e dati su ciò che si andrà a perdere e su quello che si vorrebbe salvare

F) Avrei lasciato confluire il vecchio personale al Ministero

G) Avrei fatto una seria selezione di professionisti trentenni disposti a collaborare con la speranza di un radioso futuro nella nuova Fondazione: Storici dell’arte, della Letteratura, Ingegneri, Agronomi, Bibliotecari, Allestitori di mostre ed esperti di attività culturali

H) Avrei cercato una sede di almeno 2000 mq per la Biblioteca, più periferica ma vicina ad una stazione metropolitana, magari facendo una proposta di progetto di recupero urbano

Perchè non l’ho fatto?

Perchè nessuno mi avrebbe ascoltato.

In Italia ognuno ha un santo in paradiso e non è prevista la guerra ai santi. La guerra santa invece si, nonostante la Costituzione.

4 thoughts on “Come avrei cercato di salvare l’IILA

  1. Io sono un po’ pessimista e credo che nonostante i comunicati stampa e il battage mediatico,nonostante le petizioni firmate da docenti e ricercatori (che in questo momento non sono, evidentemente, una categoria tenuta in grande considerazione), a nessuno sarebbe fregato granché delle sorti di una biblioteca…Diciamo che basta guardare a quello che sta succedendo intorno a noi per capire verso quale direzione inesorabilmente naufraghiamo.
    La maggiore negligenza è quella delle diplomazie dei paesi latinoamericani membri dall’IILA che, forse vale la pena ricordarlo, nasce da accordi diplomatici tra i paesi latinoamericani e l’Italia, e forse loro avrebbero avuto un peso politico maggiore nelle contrattazioni. Non so. Comunque, la bib lioteca (con un numero ridotto di volumi adeguato ai nuovi spazi)resterà in piazza Cairoli. Almeno quello…

  2. Già, sicuramente tu sei più addentrata in tutte le fasi della scandalosa vicenda, comunque l’idiozia dello scarto frettoloso dei volumi e del conseguente cestinamento nei cassonetti dell’Ama senza neanche chiedere alla lista dell’Aib se qualche biblioteca li avrebbe presi è una calzante metafora della considerazione in cui è tenuto il mondo della ricerca e della cultura in genere. Ma sai quanto ci ho messo io a fare uno scarto nella mia bibliotechina di 10.000 volumi? Un anno…

  3. Pingback: Trasudamerica / Le note note. No te. | Finzioni

  4. Come dice Paolini: non è il nazismo a fare le idee, sono le idee che creano il nazismo…mi pare che si stia cominciando con certa furia sistematica ad operare il “Trattamento” sui libri del “Bel Paese”.

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