De pronto nevó sobre Buenos Aires

Héctor Germán Oesterheld era del ’19. Mentre si accingeva a concludere gli studi da Geologo, scriveva racconti per ragazzi. Una volta laureatosi si sposò ed ebbe quattro figlie. Nel frattempo decise di dedicarsi completamente alle sceneggiature per il fumetto, lavorando con Alberto Breccia e Hugo Pratt. In seguito fondò, assieme al fratello, la mitica Editorial Frontera. Oltre a numerosi successi, la casa editrice vanta la pubblicazione della serie L’Eternauta (1957), sceneggiata da Oesterheld e disegnata da Solano López.

Davanti alla scrivania di uno scrittore di fumetti di Buenos Aires si materializza Juan Salvo, l’Eternauta, che viaggia per l’eternità, è costretto. Racconta che in una fredda notte invernale stava giocando a carte con dei suoi amici quando ad un tratto salta la corrente elettrica e notano uno strano silenzio, guardando dalla finestra si accorgono che è iniziata una inusuale nevicata “fosforescente” che al toccare qualsiasi forma di vita la annienta. I tre decidono di costruire una tuta isolante che li protegga dalla neve. La crisi e l’anarchia seguite alla nevicata creano un clima di estesa violenza tra i sopravvissuti, così il gruppo decide di scappare dalla città. Ma la nevicata è il prodotto di una invasione extraterrestre… Ellos, Loro, stanno attaccando la terra. I militari cercano di organizzare i sopravvissuti per combattere gli invasori e decidono di radunarli tutti nello stadio del River Plate (inquietante premonizione dell’orrore). Dopo numerose battaglie, contrattacchi, un’esplosione nucleare, per sfuggire alla cattura, Juan Salvo si rifugia nell’astronave aliena, mentre cerca di manovrarla aziona una specie di macchina del tempo e si ritrova a vagare per mondi paralleli, detti Continuum, in cerca di sua moglie e sua figlia. Qui si conclude il racconto allo scrittore di fumetti che spiega l’improvvisa materializzazione dell’Eternauta, il quale intuisce di essere riuscito a tornare nel suo universo e corre verso casa sua, con moglie e figlia ad attenderlo fuori. Lo scrittore, di contro, ha la prova che quello che gli ha raccontato corrisponde al vero: il primo fiocco della strana neve inizia a cadere.

L’Eternauta rappresenta una scioccante novità nel panorama del fumetto argentino e mondiale, una storia intensa e complessa che ha segnato l’immaginario dei giovani di quella generazione, negli anni sessanta Oesterheld decide di pubblicare una nuova versione della storia, più schierata, disegnata da Alberto Breccia. Nel frattempo ha aderito al movimento montonero ed il suo impegno emerge dalle storie che scrive. Oesterheld era amico di Borges, con cui si intratteneva spesso in lunghi dialoghi sulla scienza, la filosofia e la letteratura fantastica, era sempre aggiornato sulle ultime novità scientifiche, cosa che attirava profondamente l’anziano scrittore. Molti critici ritengono che Invasión, il film scritto da Borges e Bioy Casares considerato come un’opera d’avanguardia del cinema argentino, sia chiaramente ispirato all’Eternauta, oltre che all’Iliade.

Il 27 aprile 1977 a La Plata Oesterheld viene sequestrato dai militari, stessa fine fanno le sue quattro figlie ed i generi, anche loro aderenti ai montoneros, e due nipoti. Durante il sequestro sembra che abbia continuato a lavorare per i militari scrivendo una storia su San Martin, con la speranza di guadagnare tempo. Tutto precipita quando questi (i Questi…) gli mostrano le foto dei cadaveri delle figlie, il Vecchio o HGO, come veniva chiamato durante la prigionia, cade in una prostrazione profonda, poi non ne sappiamo più nulla, si presume che sia morto nel ’78. “Primero mataremos a los subversivos; después, a sus simpatizantes, y por último, a los indiferentes“, così ripetevano i torturatori alle loro vittime… Oesterheld sapeva che essere indifferenti non protegge dall’orrore.

3 thoughts on “De pronto nevó sobre Buenos Aires

  1. direi di dare un altro spunto agli “indifferenti”:
    “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”

  2. Insomma essere indifferenti non salva, dilata solo l’agonia. In quest’ottica i primi a reagire contro l’oppressione non sono tanto degli “eroi” quanto dei “consapevoli”. Che pesantata filosofeggiante…

  3. Pingback: Edizioni 001 | Lettera ture ispano americane

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