Letteratura Gauchesca: novità in rete

tres_gauchos_palliere_1865Quando nel 2009 iniziai a cercare in rete informazioni, fonti e bibliografie sui principali temi della letteratura ispanoamericana rimasi abbastanza delusa. Esistevano ben pochi siti che andassero oltre una superficiale introduzione e molti testi restavano di difficile reperibilità, oppure avevano costi proibitivi soprattutto a causa della spedizione. In particolare mi colpì molto la praticamente totale assenza sulla rete, in italiano ed ancora di più in spagnolo, del concetto di Literatura gauchesca. Ora per fortuna  si sta progressivamente colmando questo vuoto, per questo motivo saluto con gioia la nascita di un portale dedicato alla letteratura gauchesca promosso dalla Academia Argentina de Letras e dalla Biblioteca virtual Miguel de Cervantes.

Il Portale, come si legge nella presentazione, nasce con l’obiettivo di diffondere un vasto insieme di opere e autori dell’ambito del Río de la Plata, che hanno sviluppato dal punto di vista letterario il personaggio del Gaucho. Si parte dalle payadas fino ad arrivare al gaucho Inodoro Pereyra protagonista del fumetto di Roberto Fontanarrosa, la vita letteraria di questo personaggio ha generato una delle produzioni più originali della letteratura latinoamericana. Divertiamoci a scoprirlo:

Portal literatura gauchesca

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Traviesa

traviesaUn’antologia, una rivista o un collettivo di scrittori? Di certo un’ottima vetrina per scoprire i migliori giovani autori sudamericani e ispanofoni.
Nata nel 2012, Traviesa ha subito creato un’inedita rete di scambi e confronto tra Argentina, Cile, Uruguay, Guatemala, Bolivia, Messico, Colombia, Cuba, Perù e Spagna.
Il tutto è documentato da un blog denso di interviste, articoli e biografie, sul quale vengono pubblicate trimestralmente delle antologie a tema, anche in versione inglese: ogni numero presenta quattro racconti più l’introduzione di un quinto scrittore.
Caravan Edizioni ha deciso rendere disponibile in italiano questo singolare e ambizioso progetto.

Semplicemente geniale

gutierrez

Alla Casa delle Traduzioni mercoledì 3 dicembre ore 12 primo incontro con il pubblico italiano di Vicente Battista dopo la recentissima pubblicazione del suo primo romanzo in lingua italiana per Voland, dal titolo Semplicemente Gutiérrez. Con l’autore dialoga la traduttrice Marika Marianello.
Il protagonista Gutiérrez è un ghost-writer che dietro numerosi pseudonimi scrive libretti senza alcun valore letterario su commissione dell’ avido editore Marabini. Ha un solo interlocutore in carne ed ossa con cui si concede riflessioni filosofiche e una piccola tribù di amici virtuali. Per il resto Gutiérrez conduce un’esistenza angusta e abitudinaria, con una sola ambizione: scrivere il suo romanzo autentico che nemmeno i correttori, un esercito di faccendieri senza identità, oseranno modificare. Purtroppo però quel romanzo è destinato a restare tragicamente senza pubblico. Semplicemente Gutiérrez è un libro sul mondo editoriale, sul rapporto tra letteratura alta e di consumo, sulla problematica del doppio, sulla lucida e paranoica angoscia di stampo kafkiano, ma anche un metaromanzo sull’alienazione che rivela l’autoreferenzialità del mondo della letteratura.
Vicente Battista è nato a Buenos Aires nel 1940. Scrittore e sceneggiatore argentino, è redattore della rivista letteraria El escarabajo de oro, e direttore di Nuevos Aires, rivista che ha fondato insieme a Mario Goloboff nel 1970. Ha scritto diverse raccolte di racconti e tre romanzi: El libro de todos los engaños (1984), Siroco (1985) e Sucesos argentinos (1995). Di questi ultimi due esistono due traduzioni in francese: Siroco (1993), Editions Le Mascaret, e Le tango de l’homme de paille (2000), Gallimard. Attualmente tiene una rubrica settimanale nel Suplemento Literario Télam dal titolo «Escritores y escrituras». Nel 1995 ha ricevuto il Premio Planeta.

Scoprire Scoprir

Arriva alla Casa del Cinema di Villa Borghese la terza edizione di “Scoprir”, mostra del cinema ibero-americano di Roma. Dal 6 al 10 ottobre undici pellicole, in rappresentanza di altrettanti paesi, saranno presentate in anteprima per l’Italia, presenti quattro ospiti d’eccezione: l’attrice e cantante cubana Cucu Diamantes e i registi Salvatore Metastasio, Miguel Ferrari e Javier Rebollo.

La rassegna, curata da Gianfranco Zicarelli e Jose Cantos, è organizzata dall’Istituto Cervantes in collaborazione con il FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), la Commissione Cultura, Politiche Giovanili e Lavoro di Roma Capitale e il sostegno delle ambasciate in Italia di Bolivia, Cile, Cuba, Guatemala, Messico, Perù, Portogallo, Spagna, Uruguay e Venezuela.

Come tutti gli anni, l’obiettivo della rassegna è quello di offrire un ampio panorama su una cinematografia, sempre in bilico tra amore per la tradizione e ricerca del nuovo, ma comunque in costante evoluzione in termine di stile, tecniche e contenuti.

Due i film in programma nella giornata inaugurale, lunedì 6 ottobre: alle 20 proiezione di “Rocanrol 68” del peruviano Gonzalo Benavente Secco; a seguire “A sud del sud” dell’italiano Salvatore Metastasio, con la presenza in sala del regista e del cast.

Tutte le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Info e programma www.roma.cervantes.es  tel.06.85373628/29 – 06.423601

Casa del Cinema – Largo Marcello Mastroianni,1
Programma

Quando parlavamo coi morti

MarianaRicevo un’e mail dall’ufficio stampa di un piccolo editore che mi comunica l’uscita di un libro di un’autrice argentina. Ogni tanto capita anche a me, sebbene recensisca pochi libri. Diffido, per quanto l’e mail sembri molto corretta, non fa alcuna pressione o promessa. Do un’occhiata. Mariana Enriquez è una giornalista e scrittrice argentina quarantenne che collabora al supplemento Radar di Pagina 12. A fine maggio è uscita questa raccolta di tre racconti per le Edizioni Caravan in italiano. Pregiudizi a parte il titolo mi interessava, la trama mi incuriosiva. Ho iniziato a leggere e non ho smesso più. l’autrice incontra decisamente i miei gusti in campo letterario, la trama è precisa e comprensibile, i temi ed i punti di vista sono singolari ed avvincenti, lo stile asciutto non presenta niente altro che l’essenziale. Mi sono venuti in mente in sequenza libera gli aggettivi Weird, Fantastico, Punk, Horror; non esattamente: un po’ tutto questo ma con realismo, forse perché come dice lei El horror se ha vuelto más realista. Il primo racconto parla di un gruppo di ragazze adolescenti che si lasciano trasportare nell’ignoto attraverso una seduta spiritica e ne escono perplesse e segnate per il resto della vita, la seduta spiritica fa riemergere il mistero e l’orrore del recente passato nazionale. Intorno l’ambiente sociale di una Buenos Aires autentica, con i suoi contrasti e le differenze di classe registrate da un linguaggio giovanile smaccato ma mai stucchevole, con tutti i limiti che la traduzione impone. Nel secondo racconto donne dalle più disparate situazioni e condizioni creano un movimento segreto per darsi fuoco da sole: anche qui tante riflessioni hanno sfiorato la mia mente, dagli attentati suicidi, alle questioni di parità di genere fino al rapporto di dipendenza tra madre e figlia che può assumere risvolti morbosi. L’ultimo inizia in maniera molto convincente delineando l’universo mentale e ambientale di una donna che cambia mansioni e viene per caso assegnata all’Archivio dei bambini dispersi e scomparsi della città di Buenos Aires. Progressivamente il suo lavoro la incuriosisce e gli scomparsi diventano per lei un’ossessione, poi accade qualcosa di inaspettato…

Enriquez fa parte del gruppo di scrittori conosciuto come Nueva narrativa argentina. Pubblica con Planeta ad appena 19 anni Bajar es lo peor, poi dopo dieci anni Como desaparecer completamente (titolo che trovo geniale e che mi procurerò in qualche modo, pare che il tema della sparizione sia centrale per questa autrice…) ed infine nel 2011 Chicos que vuelven. Ora con questa piccola raccolta miracolosamente tradotta in italiano, che in prima battuta è uscita in Cile nel 2013, abbiamo la possibilità di accedere a delle storie intense, dense, brevi ma strutturate ad arte. Un barlume di speranza si accende in me, tra tanti necrologi di autori del boom pubblicati in giro da chiunque. Almeno nell’emisfero australe ogni tanto la letteratura sa ancora di autentico, di nuovo, di vita.