Messico da favola

Il libro Frida e Diego. una favola messicana di Fabian Negrin sullo scaffale risalta subito all’occhio: formato grande, colori sgargianti, tratti marcati… quello che non ci si aspetta è la piega che prende la storia. Frida Kahlo e Diego Rivera bambini si avventurano insieme nel paese degli scheletri, dopo aver litigato a causa dell’abbraccio di Diego a Rosa Spinosa, i loro caratteri ed il temperamento si distinguono già da questi fantasiosi dialoghi infantili. Un modo divertente per introdurre ai bambini dai 4 anni in su l’arte e la vita di questi due importanti artisti messicani. 

Fabian Negrin è nato in Argentina, si è laureato in Messico e vive in Italia. Ha illustrato e scritto molte storie interessanti per bambini, ma non solo, collabora frequentemente con la casa editrice Orecchioacerbo.

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Tzompantli inusuale

Tzompantli in Nàhuatl significa “altare dei teschi”, gli antichi messicani usavano esporne sui templi e nelle piazze. Quando gli spagnoli intrapresero la “Conquista”, durante una battaglia sulle rive del lago Tenochtìtlan sopra il quale oggi sorge Città del Messico, gli aztechi catturarono 23 nemici e li sacrificarono in un grande Tzompantli. In occasione delle celebrazioni del Dìa de los muertos, il 27 ottobre una interessante galleria d’arte del D. F. inaugurerà uno Tzompantli gráfico presso il Museo nacional de Culturas populares. Fra i 70 artisti selezionati figura anche l’italiano Fupete. Tzompantli Gráfico è un progetto congiunto di Vértigo Galería (Clarisa Moura – Dr. Alderete) e Omar Mijangos. Di seguito il comunicato stampa tradotto in italiano:

VÉRTIGO GALERÍA / COLECTIVA

Inaugurazione: 27 ottobre 19:00. In mostra fino al 27 novembre 2011 a Città del Messico.

La Morte ed il misticismo che la circonda sono stati oggetto delle più diverse espressioni e riti da tempo immemore. Il simbolismo che l’umanità gli attribuisce è un chiaro segnale dell’attrazione che prova nei confronti della conoscenza di ciò che succedde dopo la vita. Una di queste manifestazioni è il Tzompantli: un altare o muro di crani di persone sacrificate que si offriva agli dei in  tempi preispanici. Le teste ancora sanguinanti dei prigionieri si disponevano una dietro l’altra all’interno di pale di legno. Nel sovrapporle una sopra l’altra si veniva a creare un’imponente parete di crani. Le cronache di Hernán Cortés e Bernardino de Sahagún testimoniano l’esistenza di questa pratica. Al giorno d’oggi esistono alcune di queste manifestazioni in pietra negli alto rilievi del Tzompantli del Templo Mayor o in quello ubicato a Chichén Itzá, oltre ad alcune derivazioni come il pan de muerto e le offerte votive.

TZOMPANTLI GRÁFICO è una reinterpretazione di questa struttura, un omaggio alla sua carica mitica e culturale. Formato da 20 crani di grande formato di artisti messicani e internazionali, legati ad espressioni grafiche come illustrazione, graffiti, vignette, disegno, arte contemporanea, fra le altre. Ognuno plasmerà la sua particolare concezione della morte, dando come risultato uno squisito mosaico di immagini, concetti e grafica. Questo Tzompantli si convertirà in installazione presso gli spazi esterni del Museo Nacional de Culturas Populares, una estensione che sarà parte della mostra presentata presso Vértigo Galería. Le due proposte coesisteranno al fine di avere la possibilità di apprezzare il lavoro di più di 70 artisti in totale e visitare i due spazi.

PARTECIPANO: Adrien Bernheim (FR), Samuel Casal (BR), Carlos Castillo, Alberto Cerriteño, Catalina Estrada (COL), Fupete (ITA), Diego Gamba, Jorge Gutiérrez, Huesudo, Federico Jordán, Guram Lubaggi, Maxi Luchini (ARG), Marie Meier (FR), Omar Mijangos, Christian Montenegro (ARG), Martín Pech, Pooch (USA), Lucas Varela (ARG), Zoveck.