La Capoeira e l’arte di scomparire

Alla fine degli anni ’90 avevano iniziato a diffondersi corsi e scuole di Capoeira un po’ in tutta Italia. Si tratta di una lotta/danza tradizionale brasiliana molto suggestiva, con una storia interessante e dei belissimi rituali coreografici. Dal 2007 in poi, invece, è andata scomparendo dalle palestre e dai centri fitness.  Si è verificato il solito schema postmoderno: una conoscenza tradizionale, specifica di un luogo circoscritto, si è diffusa, semplificata e banalizzata, in tutto “l’Occidente”; in seguito “l’Occidente” l’ha superficialmente digerita, poi inglobata, poi ignorata.

Dietro questo processo si nasconde una sorta di umiliazione a cui vengono sottoposte una serie di pratiche tradizionali in nome della Moda. Lo stesso succede ad esempio con le arti marziali orientali, o con l’artigianato andino e africano, o con la musica dell’area del Caribe (Salsa, Mambo etc.).

Un sottile senso di superiorità serpeggia in questi neoadepti, affamati di esperienze ed esotismo, convinti di poter cogliere l’essenza di pratiche perfezionate in centinaia di anni con un corso di 6 mesi 2 volte a settimana. Tutt’al più in uno o due anni si usa e getta la cultura di un popolo.

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Perchè, per chi?

Letterature dei paesi latinoamericani, ed anche società e cultura. Perchè quasi nessuno in Europa se ne occupa, si avverte un’assenza imbarazzante.

Finito il fascino delle rivoluzioni, del chiosco sulla spiaggia e del real maravilloso, l’America (Latina) è tornata agli Americani, come recita la dottrina Monroe, persino da un punto di vista culturale. Le notizie che arrivano sono poche, spesso deformate e frammentarie; di nuovo quell’immenso spazio è tornato ad essere considerato “vuoto” dai nostri media, così come appariva alla visuale deformata dei primi conquistadores.

Allora per quei pochi che se ne interessano ancora, uno sguardo personale, un commento da chi ha speso un po’ della sua vita studiando questo mondo.