Oltre il corteo: l’escrache

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Sembrerebbe che il verbo “escrachar” derivi dal lunfardo, l‘escrache è citato già nel 1879 come una truffa legata ad un falso biglietto vincente della lotteria, oppure potrebbe provenire dal dialetto genovese o infine dall’inglese to scrach, grattare.

A metà degli anni ’90 l’associazione dei figli dei desaparecidos HIJOS utilizza il sostantivo “escrache” per dare nome alla propria forma di lotta, nel periodo in cui i condannati del Proceso de Reorganización Nacional avevano goduto dell’indulto concesso da Carlos Menem. Si tratta in sintesi di manifestazioni organizzate presso i luoghi di residenza dei militari colpevoli di genocidio: mediante slogan, canti, musica, rappresentazioni teatrali, la comunità del quartiere viene avvisata che al suo interno vive un feroce assassino.

Fino a quel momento i figli dei desaparecidos avevano portato in silenzio, accompagnati da paure e vergogna la propria condizione, da allora invece decisero di esprimerla pubblicamente accettando e rivendicando un’identità sia individuale che di gruppo. Prima di questo evento HIJOS aveva creato una Comisión de hermanos che aveva l’obiettivo di recuperare l’identità dei cinquecento bambini e bambine sequestrati dai militari. Tra loro si cominciarono a considerare fratelli, in quanto figli di una generazione che aveva cercato di lottare per un mondo migliore e per questo era stata annientata. HIJOS si definisce come una “costruzione affettiva e politica”, così come le Madres de Plaza de Mayo, la loro è una comunità completamente intrisa della dimensione affettiva e questo ne marca le differenze con qualsiasi altra comunità che lotta per una causa motivata da interessi comuni.

Nel ’96 cambia il clima all’interno della società argentina e ciò provoca un profondo mutamento nel modo di pensare di molti settori sociali. Un anno prima infatti il capitano Adolfo Scilingo aveva reso le sue scabrose dichiarazioni alla stampa. Era la prima volta che si veniva a sapere per bocca di un boia ciò che fino ad allora proveniva solo dalle testimonianze delle vittime. Dopo Scilingo nessuna persona in buona fede poteva ammettere che non fosse stato commesso un genocidio durante la dittatura. Inoltre i gruppi di ragazzi confluiti in HIJOS avevano portato avanti un lavoro di analisi individuale e collettivo assieme a gruppi di psicologi in diverse aree del paese.

Dopo i primi tentativi che consistevano in rapidi flash mob a cui partecipavano un gruppo sparuto di attivisti leggendo un comunicato e tirando vernice sulla porta di casa dell’escrachado, efficaci dal punto di vista mediatico ma poco amalgamati con il tessuto sociale del vicinato, si comprende molto velocemente che l’escrache è efficace e duraturo solo se lavora per ottenere consenso nel quartiere. “Che il carcere siano i vicini” dice la Mesa de escrache popular. Si parla con i vicini, si fa volantinaggio, poiché l’obiettivo non è più la richiesta di un processo allo Stato, ma la costruzione comunitaria della condanna sociale. Così l’escrache assume la forma di una festa creativa che cerca di superare l’impotenza, diventando a sua volta un generatore di potenza che attiva la comunità. HIJOS vuole che l’escrache non abbia un proprietario bensì che la gente stessa se ne impossessi perché “tutti siamo figli della stessa storia”. Nell’escrache i tempi della protesta si intrecciano a quelli del carnevale e del teatro al fine di ricreare il tessuto sociale e risvegliare il senso di comunità annientati dalla dittatura. Sorge un nuovo modo di fare politica, accompagnato da una nuova forma estetica che rompe definitivamente con la protesta tradizionale del corteo. Una nuova visione politica che non è focalizzata sull’annichilimento dell’avversario, ma sull’espulsione dei criminali, non chiede ma denuncia mettendo in scena un atto liberatorio e catartico che di per se stesso riconfigura simbolicamente gli equilibri senza aspettarsi più un intervento  super partes. Questa organizzazione non separa dunque gli obiettivi dai metodi di lotta. L’unità fra quello che fanno e quello che sono elimina la divisione tra fini e mezzi e tra soggetti e forme di lotta.  In America Latina i gruppi come Madres, HIJOS, le comunità indigene, i sem terra, le organizzazioni cristiane di base sono caratterizzati dall’autoaffermazione, dal rendere visibili alla società nuovi soggetti e si trovano a lavorare per separare gli aspetti oppressivi della cultura popolare da quelli emancipativi. Sono gruppi comunità in cui le persone non sono mezzi ma scopi, pertanto il carattere etico resta fondamentale. Il gruppo di Madres occupa da decine di anni uno spazio pubblico in maniera permanente, la Plaza de Mayo, e se ne appropria anche in maniera simbolica: le ceneri di molte madres sono state disperse su quella piazza per loro volontà. Il ruolo giocato dall’aspetto affettivo permette loro di andare oltre ciò che è strumentale e trovare una sintesi senza separare il personale dal politico, il dolore viene trasformato in argomento. E’ probabilmente grazie alla tenacia di questi gruppi che si sono formati per necessità e per affetto, che la mobilitazione sociale in argentina ha assunto una ricchezza ed una grande partecipazione nelle forme di lotta ed è diventata un modello a cui guardare per i movimenti che in tutto il mondo si sono formati in seguito alla crisi del 2008. Per ulteriori approfondimenti è opportuno e doveroso il rimando a Raùl Zibechi, a cui devo molte delle informazioni presenti in questo post, ed in particolare al libro uscito nel 2003 anche in italiano dal titolo Genealogia della rivolta. Argentina. La società in movimento (casa editrice Luca Sossella).

 

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Il Partito Pirata in Messico

Mi hanno suggerito il wiki di un interessante e molto attivo Partito Politico: El Partido Pirata Mexicano. Si definiscono un gruppo autonomo di cittadini messicani di ideologia pirata. Sono un mix tra il  Partito creato in Spagna e diffuso in Cile, Uruguay e Nicaragua, ed  il Piratbyrån, noto ai più per aver fondato The Pirate Bay; un gruppo che ha elevato di molto il livello della discussione sui monopoli intellettuali ed è stato fonte di ispirazione per innumerevoli organizzazioni di attivisti nel mondo. Il Partido Pirata si interessa di educazione, cultura libera, informazione libera, rispetto e protezione della pivacy dei cittadini, trasparenza del Governo, garanzie di accesso alla rete, lotta ai monopoli, riforma del diritto d’autore, proprietà intellettuale, protezione dello spazio pubblico. L’obiettivo principale è mettere in pratica il diritto costituzionale di tutti i messicani ad avere accesso alla cultura, all’educazione, al libero flusso di informazioni, alla privacy ed alla libertà. L’inclusione di tutti i cittadini messicani è un obiettivo con cui la Nazione fa i conti fin dall’epoca dell’Indipendenza, ma ancora lontano da raggiungere soprattutto per i popoli indigeni:

Un pirata exige una verdadera democracia, justicia social y libertad para todos los mexicanos.”

Secondo questi Pirati, che hanno tutta la mia stima, la democrazia così come fu concepita in principio non esiste più ed è stata sostituita da inganni e corruzione. I politici ed i partiti messicani sono segnalati in varie inchieste come tra i più corrotti del pianeta. La democrazia deve tornare ad essere la rappresentazione della pluralità e della tolleranza:

“La clase política usando instituciones creadas en su momento para la democracia ha creado un régimen opresor para defender los intereses de una minoría cada vez más reducida actuando como una oligocracia que se impone desde el poder por la fuerza”.

Dal momento che il mondo è in trasformazione, la loro convinzione è che vada aggiornato ed innovato un sistema di delega e rappresentazione ormai finito e corrotto, insostenibile, che agisce apertamente contro tutti gli esseri umani. La tecnologia ha raggiunto un livello sufficiente per permetterci l’esercizio diretto del potere senza intermediari e professionisti della politica. Gli esseri umani di ogni continente e in ogni lingua sono chiamati a creare una Plataforma de Decisión Ciudadana, accessibile in rete, che consenta di agire come maggioranza sociale, reale in ogni momento o luogo su qualsiasi scala.  Un sistema elettronico accessibile a tutti ci permetterà di partecipare al voto ed al processo di elaborazione tramite  la presentazione di qualsivoglia proposta. Partecipando all’intero processo si tornerà, dunque,  a prendere coscienza delle nostre responsabilità come cittadini. I miei migliori auguri al Partido Pirata per le elezioni 2012! Staremo a vedere.

http://partidopiratamexicano.org/