Il Partito Pirata in Messico

Mi hanno suggerito il wiki di un interessante e molto attivo Partito Politico: El Partido Pirata Mexicano. Si definiscono un gruppo autonomo di cittadini messicani di ideologia pirata. Sono un mix tra il  Partito creato in Spagna e diffuso in Cile, Uruguay e Nicaragua, ed  il Piratbyrån, noto ai più per aver fondato The Pirate Bay; un gruppo che ha elevato di molto il livello della discussione sui monopoli intellettuali ed è stato fonte di ispirazione per innumerevoli organizzazioni di attivisti nel mondo. Il Partido Pirata si interessa di educazione, cultura libera, informazione libera, rispetto e protezione della pivacy dei cittadini, trasparenza del Governo, garanzie di accesso alla rete, lotta ai monopoli, riforma del diritto d’autore, proprietà intellettuale, protezione dello spazio pubblico. L’obiettivo principale è mettere in pratica il diritto costituzionale di tutti i messicani ad avere accesso alla cultura, all’educazione, al libero flusso di informazioni, alla privacy ed alla libertà. L’inclusione di tutti i cittadini messicani è un obiettivo con cui la Nazione fa i conti fin dall’epoca dell’Indipendenza, ma ancora lontano da raggiungere soprattutto per i popoli indigeni:

Un pirata exige una verdadera democracia, justicia social y libertad para todos los mexicanos.”

Secondo questi Pirati, che hanno tutta la mia stima, la democrazia così come fu concepita in principio non esiste più ed è stata sostituita da inganni e corruzione. I politici ed i partiti messicani sono segnalati in varie inchieste come tra i più corrotti del pianeta. La democrazia deve tornare ad essere la rappresentazione della pluralità e della tolleranza:

“La clase política usando instituciones creadas en su momento para la democracia ha creado un régimen opresor para defender los intereses de una minoría cada vez más reducida actuando como una oligocracia que se impone desde el poder por la fuerza”.

Dal momento che il mondo è in trasformazione, la loro convinzione è che vada aggiornato ed innovato un sistema di delega e rappresentazione ormai finito e corrotto, insostenibile, che agisce apertamente contro tutti gli esseri umani. La tecnologia ha raggiunto un livello sufficiente per permetterci l’esercizio diretto del potere senza intermediari e professionisti della politica. Gli esseri umani di ogni continente e in ogni lingua sono chiamati a creare una Plataforma de Decisión Ciudadana, accessibile in rete, che consenta di agire come maggioranza sociale, reale in ogni momento o luogo su qualsiasi scala.  Un sistema elettronico accessibile a tutti ci permetterà di partecipare al voto ed al processo di elaborazione tramite  la presentazione di qualsivoglia proposta. Partecipando all’intero processo si tornerà, dunque,  a prendere coscienza delle nostre responsabilità come cittadini. I miei migliori auguri al Partido Pirata per le elezioni 2012! Staremo a vedere.

http://partidopiratamexicano.org/

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Falsamente positivi

Di nuovo dall’America Latina un esperimento avanguardistico e deliberato di sterminio umano. Questa volta siamo in Colombia alla fine del 2008: esce fuori che l’Ejercito de Colombia ha assassinato civili innocenti per farli passare come guerriglieri e presentare dei buoni risultati ai superiori ed a membri del governo al fine, tra le altre cose, di riceverne degli incentivi sul salario. I civili inermi erano per lo più ragazzi delle favelas di 16 e 17 anni, venivano attirati con la promessa di un lavoro e portati in locali notturni con conseguente abuso di alcool e droghe, in seguito trasferiti a centinaia di chilometri di distanza dalle loro abitazioni e probabilmente torturati, sicuramente uccisi e mutilati, poi buttati in fosse comuni. Circa 10 giorni fa è stata scoperta una fossa comune vicino al cimitero della Macarena e questo paradossalmente è un grande risultato per le famiglie, le quali essendo così indigenti e non potendo recriminare un omicidio senza corpo del congiunto, hanno vissuto ignorate ed abbandonate dalle complici istituzioni colombiane fino ad ora. Incredibilmente scopro che due giovani italiani hanno realizzato un documentario su questo tema:

Falsos Positivos, di Simone Bruno e Dado Carillo, Italia, 2009, 55′, HD
Attraverso il viaggio dei parenti per recuperare le salme dei loro cari lo scandalo dei “falsos positivos” si affaccia in tutta la sua crudeltà e vastità. Un ex generale, un reclutatore in galera e i membri più autorevoli della società civile colombiana analizzano questo scandalo che ha già ucciso più di 1600 persone innocenti con il solo scopo di giustificare l’inefficace lotta dell’esercito contro le FARC. La complicità degli Stati Uniti è evidenziata da Noam Chomski e dai documenti declassificati della CIA.

Simone Bruno, è un giornalista freelance che vive e lavora a Bogotà. Scrive regolarmente per diverse testate sia europee che sud americane.
Dado Carillo, è un operatore e montatore freelance che vive e lavora a New York. Falsos Positivos è il loro primo documentario.